Il metodo Ponseti
Principi della metodica di Ponseti:
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La
correzione delle deformità del piede torto si basa sulla realizzazione
di gessi, che seguono una procedura molto precisa. |
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Tali gessi
vengono detti femoro-podalici, perché si estendono dalla radice
della coscia alle dita del piede. |
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Essi vengono
realizzati in gesso di Parigi (e non in materiale sintetico), facile
da modellare. |
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Essi vengono
realizzati quando il piccolo è il più calmo possibile:
l’ideale è di approfittare del momento della poppata (col
biberon o al seno). |
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E’
necessaria la presenza di 2 persone abituate a questa tecnica: 1 persona
per mantenere il piede in buona posizione, 1 persona per confezionare
il gesso. |
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Ciascun gesso viene mantenuto per 1 settimana (esclusi gli ultimi 2 gessi, che vengono mantenuti per 10 giorni) |
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Per tutta
la durata dei gessi, non è possibile fare il bagno ai bimbi |
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Prima e dopo di ogni gesso,
il piede torto viene valutato utilizzando la classificazione
di Diméglio, e riceve un punteggio da 1 a 20. Il punteggio di 20 corrisponde a un piede torto molto severo e molto rigido. Il punteggio di 1 corrisponde a un piede torto molto lieve e molto morbido. Tale punteggio consente di seguire l’evoluzione del piede torto settimana dopo settimana. |
Durata e calendario della fase di riduzione (gessi) :
| Età |
Realizzazione
e durata del gesso |
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1° gesso | 1
giorno |
Realizzato
ambulatorialmente, idealmente il primo giorno di vita. Durata = 1 settimana |
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2° gesso | 1
settimana |
Realizzato
ambulatorialmente. Durata = 1 settimana |
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3° gesso | 2
settimane |
Realizzato
ambulatorialmente. Durata = 1 settimana |
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4° gesso | 3
settimane |
Realizzato
ambulatorialmente. Durata = 1 settimana |
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5° gesso | 1
mese |
Realizzato
ambulatorialmente. Durata = 1 settimana |
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6° gesso | 5
settimane |
Sezione
percutanea (attraverso la pelle) del tendine d'Achille. |
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7° gesso | 1
mese e mezzo |
Presa delle misure per la fabbricazione dei sandali
americani. |
| 2
mesi |
Posizionamento dei sandali americani e del tutore di Denis-Browne (tutore UNI-BAR) |
| L'operatore mantiene il piede in buona posizione e impedisce al piccolo di muoversi | ![]() |
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| L'aiuto gira (senza stringere) una fascia di cotone, a partire dalle dita del piede fino alla radice della coscia | ![]() |
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| Il cotone risale abbondantemente
in alto alla radice della coscia per proteggere la pelle. Il piccolo è mantenuto tranquillo dalla poppata del biberon |
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La fascia di gesso di Parigi viene inzuppata nell'acqua, e quindi viene girata, a partire dalle dita del piede fino al ginocchio Il gesso viene lisciato più volte mentre viene applicato |
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| L'operatore fa acquisire al piede la posizione di correzione tipica del 1° gesso, che dà una falsa impressione di esagerazione della deformazione | ![]() |
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| Immagine di piede sinistro
con inizio di correzione con il 1° gesso secondo Ponseti: la correzione
non forza il piede verso l'esterno, ma prepara il piede per i gessi successivi.
Il piede destro non è ancora ingessato. |
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| Quando la prima parte del gesso si è indurita, si termina il gesso comprendendo il ginocchio e poi la coscia | ![]() |
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| 1° gesso secondo Ponseti
alla fine della realizzazione. Le dita vengono liberate con le forbici per consentirne la sorveglianza. |
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Sorveglianza
del gesso a domicilio:
Il gesso di Parigi usato per il confezionamento dei gessi secondo Ponseti
necessita di un tempo di asciugamento (per evaporazione dell'acqua) di circa
48 ore. Durante le prime 24 ore, occorre evitare di «vestire»
il gesso (calzini, pigiama) per consentirgli di asciugare. E' normale che
le dita del piede siano un pò più fredde durante questa fase
di asciugamento.
E' inutile asciugare il gesso con l'asciugacapelli.
Invece, le prime due notti, occorre posizionare una piccolo cuscino (o un
peluche) sotto il gesso per mantenere il piede un pò più in
alto, e consentire così alla circolazione sanguigna di adattarsi alla
presenza del gesso.
Il gesso è ben tollerato quando:
il piccolo non piange
le dita sono ben rosee (possono essere leggermente violette)
le dita si ricolorano facilmente (le dita diventano bianche quando vi si applica
una pressione, ma ritornano velocemente rosee non appena si rilascia tale
pressione)
Secondo
gesso:
Una settimana dopo, si rimuove il primo gesso con la sega da gessi, con molta
attenzione.
Viene realizzato immediatamente il secondo gesso. Questo secondo gesso, come
tutti gli altri, risale fino alla coscia
Terzo
gesso:
Il terzo gesso posiziona la pianta
del piede in direzione del suolo, e conferisce al piede un aspetto più
« normale »
Quarto
gesso:
La pianta del piede è ben orientata.
Si comincia a ruotare il piede verso l'esterno.
Quinto
gesso:
Il quinto gesso continua il movimento di rotazione
del piede verso l'esterno.
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ATTENZIONE
il sesto gesso viene realizzato
in anestesia generale (salvo i casi di contro-indicazione) |
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| Il
5° gesso viene rimosso in sala operatoria. E' disponibile un video di tenotomia alla pagina Immagini. Alla fine dell'intervento, viene confezionato
il 6° gesso. |
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Settimo
gesso:
Il settimo gesso mantiene complessivamente il piede nella stessa
posizione del precedente.
| Calchi dei primi 5 gessi. Si osserva da sinistra verso destra la progressione della correzione. |
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Posizionamento
dei sandali americani e del tutore:
Dopo l'ultimo gesso (settimo o ottavo), si posizionano i sandali
americani ed il tutore di Denis-Browne.
Il tutore viene regolato dal chirurgo in modo da mantenere il piede torto
fortemente ruotato verso l'esterno (60°).
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Quando
il trattamento viene realizzato correttamente, si vede spesso comparire
un solco cutaneo e di grasso al margine superiore delle calzature, legato
alla ripartizione del grasso. Tale solco sparisce spontaneamente con
la crescita. |
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Dopo l'acquisizione della deambulazione, tutore e calzature vegono indossati unicamente di notte. |
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Dopo l'età della marcia, nella
maggior parte dei casi si possono applicare calzature normali. Il ruolo della fisioterapia
nella metodica di Ponseti è molto limitato: la
fisioterapia è soprattutto indicata per mobilizzare il calcagno
(osso del tallone) verso il basso, quando questo resta posizionato
troppo in alto. Dopo il posizionamento del tutore
e dei sandali americani, viene effettuato un appuntamento di controllo
a 1 mese di distanza. In seguito, i controlli clinici vengono realizzati
ogni 3 mesi fino all'età della marcia. La recidiva della deformità
non conduce automaticamente a un intervento chirurgico, ma può
essere trattata con un altro ciclo di gessi correttivi. |
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| Alla
nascita |
All'età
di 4 anni |
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Uno studio recente pubblicato sul Journal of Pediatric Orthopaedics (Vol.22,
N°4, 2002) realizzato a Baltimora, ha paragonato l'evoluzione di 34
piedi torti trattati col metodo Ponseti e 34 altri piedi torti trattati
con un'altra tecnica di gessi correttivi: 1 solo piede torto (ossia il 3%)
trattato secondo la tecnica di Ponseti ha necessitato di intervento chirurgico,
laddove 32 piedi torti (ossia il 97%) trattati con l'altra metodica hanno
dovuto essere operati.
Inoltre bisogna segnalare che il solo piede torto trattato con gessi di
Ponseti e operato, corrisponde ad un caso in cui la famiglia non aveva seguito
correttamente il trattamento, ed aveva abbandonato il tutore di Denis-Browne...
Malgrado tutto, un piede torto non diventa
MAI un piede del tutto normale (agli occhi dei chirurghi), ma può
averne l'aspetto (agli occhi dei genitori), e consentire una vita normale.

Anche nel caso di risultato eccellente, il piede mantiene sempre certi difetti
più o meno visibili.
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Difetti quasi costanti dopo trattamento |
| Eccesso
di pelle sulla superficie esterna del piede |
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| L'amiotrofia del
polpaccio è sempre visibile, ed è più visibile
se è colpito un solo lato |
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| La differenza di
numero tra i due piedi è quasi costante nelle forme unilaterali
di piede torto |
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La differenza di lunghezza dell'arto
affetto da piede torto resta spesso lieve |
Il
ruolo della chirurgia :
La chirurgia non deve essere considerata come l'ultima delle soluzioni,
quando tutto ha fallito. Essa interviene come una « chirurgia di perfezionamento
del risultato» quando il trattamento con gessi, così come la
deambulazione, non permettono più di migliorare il piede.
Possono essere proposte numerose tecniche operatorie, in funzione dell'aspetto
del piede (all'esame clinico e radiografico)
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