Consegne di fisioterapia e rieducazione dei piedi
nella metodica del Dr Ponseti
Signora, Signore,
Sarete ora invitati a prendere in carico la rieducazione del piede di un bambino
che noi seguiamo sin dalla nascita per piede torto equino varo supinato.
Ormai da diversi anni facciamo uso della tecnica del
Dr Ponseti.
Forse conoscete già questo metodo ?
Il suo principio consiste, nei primi due mesi di vita, nel
ridurre progressivamente la deformazione attraverso dei gessi
consecutivi della durata di una settimana, nel corso dei quali
il piede verrà molto progressivamente portato verso l’esterno,
ovverosia in abduzione.
Al momento del 6° gesso, viene realizzata una tenotomia per-cutanea del
tendine d’Achille (in anestesia generale o talvolta locale), che permette
di correggere la deformazione sul piano sagittale e di lottare contro l’equinismo.
Durante tutte le manipolazioni, il piede non viene mai portato in eversione e non viene attuato nessun movimento di pronazione dell’avampiede sul retropiede..
Al termine di questi due mesi di immobilizzazione gessata (deformazione ormai corretta) viene realizzata una contenzione con dei sandali americani (calzature in pelle ad estremità aperta) ed un tutore mono-barra (tutore di Denis-Browne) tra i due piedi, che permette di mantenere questi ultimi in abduzione attraverso una rotazione esterna (70° dal lato del piede affetto, 30° per il piede normale). La regolazione viene realizzata in presenza del chirurgo. I genitori devono mantenere questo tutore mono-barra a permanenza per i primi 6 mesi, e di notte per diversi anni (da 3 a 4 anni).
Tale metodo lascia poco spazio alla rieducazione.
Tuttavia, riteniamo che la rieducazione del piede conservi un interesse in
certi casi e desideriamo in tali casi che vengano realizzate
due sedute di rieducazione a settimana. L’obiettivo di queste sedute
è di realizzare uno stiramento delicato del tricipite surale attraverso
l’abbassamento del calcagno. E’ opportuno inoltre mobilizzare
passivamente il piede in abduzione. In nessun caso comunque, bisogna associare
la mobilizzazione in eversione o in pronazione dell’avampiede sul retropiede.
Per quanto riguarda il lavoro attivo, si tratta essenzialmente di una stimolazione
dei muscoli peronei laterali.
Queste due sedute a settimana consentiranno di mantenere
il piede relativamente morbido e di avere una sorveglianza evolutiva quasi
permanente. E’ opportuno non esitare a re-indirizzarci il bambino al
di fuori degli appuntamenti abituali, se pensate che l’evoluzione non
sia soddisfacente.
Nel ringraziarvi per la vostra collaborazione, e rimanendo a vostra disposizione
per tutte le informazioni complementari, vi preghiamo, Signora, Signore, di
credere all’espressione dei nostri migliori sentimenti.
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